Aggiornamenti sulla laurea abilitante in psicologia

Nell’ottica della semplificazione delle modalità di accesso all’esercizio di alcune professioni, tra cui quella di psicologo, nonché di una più diretta, immediata ed efficace collocazione dei giovani nel mercato del lavoro e al fine di offrire una risposta concreta alle nuove esigenze sanitarie del Paese, le istituzioni si stanno adoperando affinchè venga ridefinita l’offerta formativa universitaria e sia velocizzato il percorso che l’aspirante psicologo intraprende per abilitarsi all’esercizio della professione.

Sono queste le finalità del disegno di legge sulle lauree abilitanti, approvato dalla Camera dei deputati il 23 giugno 2021 e attualmente all’esame del Senato della Repubblica.

“Laurea abilitante” non significa abolire la verifica, ad opera dello Stato, delle competenze del candidato psicologo, attenzione. Si tratta di un equivoco che può trarre in inganno molti di voi e condizionare le vostre scelte e i tempi di avvio della professione.  L’abilitazione professionale e l’accertamento dell’effettiva idoneità del candidato continueranno ad esistere, eccome! Essi sono solamente anticipati al momento della discussione della tesi di laurea, quando la commissione giudicatrice, integrata da professionisti designati dall’ordine degli psicologi, accerterà il livello di preparazione e valuterà le conoscenze e competenze di chi si sta avviando all’esercizio della professione.

Il comma 1 dell’articolo 3 del disegno di legge in questione recita: “Gli esami finali di laurea e di laurea magistrale di cui agli articoli 1 e 2 comprendono lo svolgimento di una prova pratica valutativa delle competenze professionali acquisite con il tirocinio interno ai corsi di studio, volta ad accertare il livello di preparazione tecnica del candidato per l’abilitazione all’esercizio della professione. A tal fine, la commissione giudicatrice dell’esame finale di laurea è integrata da professionisti di comprovata esperienza designati dagli ordini o dai collegi professionali o dalle relative federazioni nazionali. Con uno o più decreti del Ministro dell’università e della ricerca, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalità di svolgimento e di valutazione della prova pratica valutativa nonché la composizione della commissione giudicatrice dell’esame finale per il conseguimento delle lauree abilitanti”.

La portata innovativa della riforma in questione non si ferma a questo. Non è solo la neutralizzazione del lasso temporale intercorrente tra il titolo accademico e la prima partecipazione utile per l’esame di Stato a cambiare le carte in tavola. Lo è, piuttosto, l’adeguamento della disciplina della classe di laurea e dei corsi di studio ad essa afferenti.

Secondo il comma 2 dell’articolo 3, le modalità di svolgimento e di valutazione della prova pratica valutativa, compresa la composizione paritetica della commissione giudicatrice, e l’adeguamento della disciplina dei corsi di laurea devono essere disciplinate da un decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge. Tale decreto dovrà definire i criteri generali in conformità dei quali i singoli atenei disciplinano l’ordinamento degli studi dei corsi universitari. Il comma 3 del citato articolo 3 dispone che le università sono tenute ad adeguare i propri regolamenti didattici di ateneo tramite lo strumento del decreto rettorale.

In altre parole, affinchè la laurea in psicologia diventi abilitante, ossia permetta a chi discute la tesi di laurea di essere contestualmente valutato idoneo o non idoneo a svolgere la professione di psicologo, occorre che:

  • essa sia approvata da entrambi i rami del Parlamento. Basta una sola piccola modifica apportata da una camera per far tornare il provvedimento all’altra. La c.d. “navetta” si concluderà solo quando il testo definitivo sarà approvato dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica;
  • il Ministro dell’Università e della ricerca emani, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge, un decreto che definisca i criteri generali di adeguamento dei corsi universitari da parte degli atenei e che definisca le modalità di svolgimento della prova pratica e di composizione delle commissioni giudicatrici ai fini della valutazione delle competenze del candidato psicologo;
  • il senato accademico degli atenei, su proposta delle strutture didattiche, deliberi un regolamento degli ordinamenti didattici da inviare al Ministro dell’Università e della ricerca per l’approvazione. Il Ministro approva il regolamento entro 180 giorni dal ricevimento. Se non si pronuncia, il regolamento si intende approvato ed è emanato con decreto del rettore.

La disciplina del carattere abilitante dell’esame finale di laurea avrà decorrenza dall’anno accademico successivo a quello in corso alla data di adozione dei decreti rettorali cui è demandato l’adeguamento dei regolamenti didattici di ateneo.

Al fine di contrastare eventuali forme di inerzia da parte degli atenei, il comma 3 dell’articolo 6 stabilisce che per le università che non adeguano i regolamenti didattici entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca si procede alla sospensione dei finanziamenti.

Cosa succede agli studenti che hanno conseguito o conseguono la laurea magistrale in psicologia in base ai previgenti ordinamenti didattici non abilitanti? L’articolo 7 del disegno di legge sulle lauree abilitanti prevede 2 casi:

  • gli studenti laureati che non hanno effettuato il tirocinio acquisiscono l’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo previo superamento di un tirocinio pratico valutativo e di una prova pratica valutativa le cui modalità sono individuate con decreto del Ministro dell’Università e della ricerca di concerto con il Ministro della Salute.
  • gli studenti laureati che hanno completato il tirocinio professionale ai sensi della normativa vigente (articolo 52, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n.328) acquisiscono l’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo previo superamento di una prova orale su questioni teorico-pratiche relative all’attività svolta durante il tirocinio nonché su aspetti di deontologia professionale. Le modalità di svolgimento e di valutazione della prova orale, nonché la composizione paritetica della commissione giudicatrice sono stabilite con decreto del Ministro dell’Università e della ricerca.

In entrambi i casi bisognerà attendere l’approvazione della legge da parte di entrambi i rami del Parlamento e l’emanazione del decreto da parte del Ministro dell’Università e della Ricerca. Fino a quel momento, l’esame di Stato di abilitazione alla professione di psicologo continuerà ad essere identico a quello attuale. Ma anche dopo l’entrata in vigore della legge e l’emanazione del decreto da parte del Ministro della Ricerca, è assai improbabile che la prova pratica valutativa e la prova orale su questioni teorico pratiche e su aspetti di deontologia professionale stravolgano gli attuali criteri di valutazione, peraltro indicati dal CNOP a seguito delle nuove procedure adottate nel corso dell’emergenza sanitaria del COVID.